Che ne sarà di questo angolo di mondo tra due autostrade ed una ferrovia, ai confini tra Appennino e la Pianura Padana?
Negli anni abbiamo visto passare la nostra città da piccolo insediamento industriale, a città la cui vocazione è andata sfumando.
In molti vorremmo vedere un città viva, produttiva,
serena, ma da tempo chi la guida è parte di un meccanismo chiuso fatto di appalti, costruzioni, variazioni urbanistiche, mentre lo sviluppo locale è abbandonato ad iniziative illuminate di singoli.
Molte associazioni e gruppi sono nati per dare slancio al nostro territorio, rendendolo attrattivo, rendendo le cose belle e buone delle nostre zone appetibili a chi viene da fuori. Rendere Tortona il nodo di uno sviluppo locale possibile e sostenibile. Purtroppo da parte dell’Amministrazione Comunale è sempre mancato l’inserimento di queste iniziative all’interno di una programmazione organica dello sviluppo del tortonese.
Bisogna quindi riprendere in mano la guida della città, ritrovando uno sviluppo possibile centrato sulle caratteristiche odierne del territorio. Uno sviluppo che parta dalle risorse locali, dall’agricoltura di qualità e dalle relative filiere, dall’artigianato, dall’attrattività turistica delle valli Curone, Grue, Ossona, dalla produzione enologica. Il tutto amalgamato in connessione con il mondo dei servizi, le università, le strutture sanitarie. Tortona rappresenta una possibilità di delocalizzazione interessante per quel mondo dei servizi che necessita una connessione con le grandi di Milano e Genova, ma vorrebbe fare a meno dei costi fissi necessarie per lavorare in tali centri.
Uno sviluppo diverso e migliore per Tortona è possibile.
E’ però indispensabile cambiare classe dirigente. Politici che da decenni siedono in Consiglio, gruppi di interessi incrociati, finanziatori e amici degli amici hanno da anni il controllo della città.
L’attuale Sindaco, condannato in primo grado per truffa
ai danni del Comune, rappresenta l’emblema di un sistema moralmente e materialmente inaccettabile. Come cittadini dobbiamo impegnarci con ogni forza per cambiare questo status quo.
Credo sia possibile. I guai giudiziari e le mille situazioni di conflitto di interesse stanno portando a galla il marcio. I cittadini si stanno accorgendo che non è un bene che le cose continuino ad andare avanti così. Nonostante la molta propaganda fatta (a nostre spese) dall’amministrazione, con mille volantini, libretti, manifesti, la verità non si può nascondere.
La condanna del Sindaco, lo scandalo barellieri, la variazione urbanistica dei terreni del Sindaco, e poi la SODAI, l’inceneritore, l’impianto di etanolo, sono cose che non si possono nascondere.
Ora dobbiamo uscire dal tunnel, dobbiamo costruire l’alternativa, un alternativa che parta dalla partecipazione, perché solo la partecipazione dei cittadini è la garanzia che le regole e l’interesse pubblico vengano rispettate.
Vorrei qui raccogliere idee e proposte, iniziare un coordinamento tra tutti coloro che vogliono condividere un percorso di miglioramento della nostra città.
Metti liberamente un commento, lancia un’idea…



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